L’intrepido fotoreporter Mario De Biasi in mostra a SpazioReale
«Perché dovunque s’incontra la vita s’incontra la bellezza. Basta guardarsi attorno per vederla: anche in una foglia, in un sasso, in un balcone fiorito. Anche nei riflessi in una pozzanghera» (Mario De Biasi)

Gli italiani si voltano, Milano, 1954. ©Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano.
Dall’Italia del dopoguerra ai fatti di cronaca che hanno segnato la storia internazionale, passando per il cinema, la moda e l’architettura: la nuova stagione di SpazioReale si apre con l’opera di Mario De Biasi, uno dei protagonisti assoluti del fotogiornalismo italiano. Dal 4 aprile al 18 maggio a Monte Carasso la mostra Mario De Biasi. L’intrepido cacciatore di immagini condurrà il pubblico in un viaggio attraverso gli scatti più iconici del fotografo bellunese, ripercorrendo una carriera straordinaria, che ha attraversato decenni di storia, costume e società. Il percorso espositivo racconta l’avventura artistica e umana di un fotografo che ha fatto della curiosità e della ricerca della bellezza il filo conduttore della propria vita.
Assunto nel 1953 dalla rivista Epoca, lo storico magazine edito da Mondadori, De Biasi ha raccontato il mondo con la sua macchina fotografica, firmando centinaia di copertine e reportage. Per i lettori di Epoca De Biasi incarna l’intrepido esploratore perennemente in viaggio per portare fino ai confini della Terra – in ogni deserto, campo di battaglia, evento mondano o fenomeno naturale – il bisogno d’avventura, di esotismo, di evasione e di informazione di chi, in quegli anni, poteva viverli solo sulle pagine di una rivista.
Nel corso della sua carriera Mario De Biasi ha costruito attorno alle proprie esperienze un modello di fotografia di reportage raffinata e al tempo stesso autenticamente popolare, che oggi è diventata un punto di riferimento nella scena fotogiornalistica internazionale. Ogni inquadratura mette in luce un piccolo o grande racconto, ogni scatto registra un pezzo di realtà che l’artista coglie magistralmente, senza mai tralasciare l’equilibrio delle forme e l’armonia del chiaroscuro. Particolarmente significativi sono i suoi reportage sull’Italia sconosciuta; i ritratti di celebrità dello spettacolo come Marlene Dietrich, Brigitte Bardot e Sophia Loren; le immagini della New York negli anni Cinquanta; o, ancora, la sua icona mondiale, il celebre scatto Gli italiani si voltano, esposto nel 1994 al Guggenheim Museum di New York.

Fellini a Masina, Venezia, 1955. ©Archivio Mario De Biasi / courtesy Admira, Milano.
Come ogni anno, ad accompagnare l’esposizione è previsto un ricco programma di eventi. Venerdì 16 maggio alle 20.30 è prevista la proiezione cinematografica di C’eravamo tanto amati (Italia, 1974), capolavoro del regista Ettore Scala. Dedicato a Vittorio De Sica, che appare nel ruolo di sé stesso, così come Federico Fellini e Marcello Mastroianni mentre stanno girando una scena della Dolce vita, e Mike Bongiorno, il film è un omaggio al neorealismo e al cinema italiano, tra ironia e malinconia. L’entrata alla proiezione – promossa in collaborazione con il Circolo del Cinema Bellinzona – è gratuita. La serata si svolgerà nella corte del Convento; in caso di maltempo, l’evento si terrà all’interno. In occasione della proiezione, la mostra rimarrà aperta fino alle 20.30 (entrata a pagamento).
La mostra, curata da Enrica Viganò di Admira Milano in collaborazione con l’Archivio Mario De Biasi, sarà visitabile dal 4 aprile al 18 maggio 2025 a SpazioReale, all’Antico Convento delle Agostiniane di Monte Carasso. Orari di apertura: venerdì, 15-19; sabato e domenica, 10-19. Apertura speciale dal 22.04 al 24.05: 15-19.
